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Quinto Conto Energia Fotovoltaico: quelle oggettive perplessità
Il Quinto Conto Energia riguardante il settore fotovoltaico italiano varato pochi giorni fa è già oggetto di molti commenti non unanimemente positivi.
Le Associazioni del settore, che già si erano viste defraudate del diritto di essere presenti al tavolo tecnico per la stesura del Decreto, successivamente convocate nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni sono riuscite ad argomentare attraverso quest’ultima, loro perplessità in merito alla bozza in discussone presentando delle proposte migliorative.
Dopo la firma del Decreto da parte dei Ministri competenti, le stesse Associazioni hanno da subito potuto verificare che nessuna delle richieste da loro avanzate era stata recepita, ed anzi l’unico modus operandi del Governo era stato quello di preoccuparsi della riduzione delle tariffe incentivanti, anche se una riduzione di tali tariffe era già programmata nell’ambito del Quarto Conto Energia.
Infatti, ad esempio nel caso di piccoli impianti fotovoltaici sugli edifici (1 kW ≤ P ≤ 3 kW) com’era già previsto dal Quarto Conto Energia al 1° gennaio 2013, con l’entrata in vigore della tariffa omnicomprensiva ( cioè una tariffa il cui valore include sia l’incentivo sia la remunerazione dell’energia immessa in rete) l’incentivo sarebbe stato fissato a 375 €/MWh mentre col Quinto Conto Energia viene ridotto a 208 €/MWh mentre con riferimento alla tariffa autoconsumo (cioè la quota di energia elettrica prodotta dall’impianto ma non immessa in rete, in quanto autoconsumata direttamente dall’utenza a cui l’impianto è asservito) in base al Quarto Conto Energia al 1° gennaio 2013, per la stessa tipologia di impianto, l’incentivo sarebbe stato pari a 230 €/MWh ridotta a 126 €/MWh dal Quinto Conto Energia.
Indubbiamente, la logica che ha portato ad una drastica riduzione delle tariffe incentivanti è in larga parte condivisibile perché la ulteriore incontrollata crescita dell’installato, con le tariffe vigenti ma anche con quelle programmate nei semestri a seguire, avrebbe aumentato il peso della componente A3 in bolletta.
Però gli operatori del settore non hanno nascosto i loro dubbi circa l’urgenza manifestata dal Governo sulla cancellazione del Quarto Conto Energia, che con tutti i suoi limiti attraverso qualche aggiustamento avrebbe comunque assicurato la tenuta del settore fotovoltaico fino al 2016, considerata la prospettiva di incentivi fortemente decrescenti nel tempo.
Altra critica mossa nei confronti del Governo ha riguardato la tesi sostenuta dai Ministri competenti, circa il primario obiettivo del Quinto Conto Energia, ossia quello di abbassare il costo degli incentivi in bolletta salvaguardando la filiera italiana, volontà che comunque non trova alcun riscontro nel Decreto.
Difatti, l’auspicio di favorire la filiera italiana attraverso il premio derivante dall’uso di componenti “Made in Europe” non è vincente considerato il divario di prezzi attualmente esistente tra i moduli italiani e quelli cinesi.
Queste ed un lungo elenco di altre perplessità accompagnate dalla mancanza di un Piano Energetico Nazionale che indichi la strategia da seguire per dare risposte concrete ad un settore quanto meno trainante per l’economia, anche in questo periodo di crisi, non è ormai più rinviabile. Anzi la sua assenza non fa che alimentare i dubbi circa la volontà di voler favorire ancora una volta il termoelettrico tradizionale, il quale dall’analisi degli ultimi mesi in tema di produzione di energia elettrica, complice anche la crisi economica, ha subito una forte contrazione dovuta anche alla priorità di dispacciamento a favore delle rinnovabili non programmabili, tra cui il fotovoltaico.
Comunque anche se a piccoli passi si procede verso quella svolta epocale rappresentata dal passaggio dalla generazione concentrata a quella distribuita, la prima dominata dalla produzione fossile ad appannaggio di grandi centrali, mentre la seconda da quella rinnovabile fatta di piccoli e medi impianti.
Pensare di fermare tale processo significa avere una visione miope di come evolverà nel prossimo futuro il settore energetico.
Nel seguito viene data una sintesi circa la procedura e le tempistiche previste per il Quinto Conto Energia.
Secondo quanto fissato dal Decreto, il Quinto Conto Energia dovrà entrare in vigore dopo 45 giorni dal raggiungimento della soglia dei 6 miliardi di Euro, tetto che segna la fine del Quarto Conto Energia.
Il GSE ha segnalato all’AEEG che tale soglia è stata raggiunta e pertanto l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha provveduto ad emanare in data 12 luglio u.s., una delibera in base alla quale il nuovo sistema di incentivazione entrerà in vigore il 27 agosto.
Il termine di applicazione del Quinto Conto Energia, la cui data verrà comunicata dall’AEEG, è fissato dopo 30 giorni solari dal raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di Euro l’anno.
In base alla nuova normativa, il sistema di incentivazione previsto dal Quarto Conto Energia, viene applicato agli impianti che entrano in esercizio prima dell’entrata in vigore del Quinto Conto Energia, discorso valido anche per i grandi impianti con obbligo di iscrizione nel registro se in posizione utile e che producano relativa certificazione di fine lavori nei termini previsti, e per gli impianti realizzati su edifici pubblici e sulle aree della Pubblica Amministrazione che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2012.
Gli impianti senza obbligo di iscrizione al registro accedono agli incentivi se:
a) impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
b) impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 12 kW, ivi inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 12 kW;
c) i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 12 kW;
d) impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi degli incentivi di 50 ML€;
e) impianti fotovoltaici a concentrazione fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€;
f) impianti fotovoltaici realizzati da Amministrazioni pubbliche mediante svolgimento di procedure di pubblica evidenza, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€;
g) gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW e non superiore a 20 kW, ivi inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 20 kW, che richiedono una tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante ai pari impianti iscritti al registro.
Invece, per i grandi impianti obbligati all’iscrizione nel registro, l’attribuzione dell’incentivo è legata al rientro nei limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo, secondo quanto segue:
a) 1° registro: 140 milioni di euro;
b) 2° registro: 120 milioni di euro;
c) registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di Euro l’anno.
Riferimento
Decreto ministeriale 5 luglio 2012 – Incentivi per energia da fonte fotovoltaica
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http://twitter.com/mindexploit/status/225518941106225152 Mindexploit
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